martedì 30 ottobre 2007

Primavera Luca Carboni

Ci sono canzoni che ti porti per tutta la vita dietro.


Primavera - Luca Carboni

Mi emoziono
sentendo passare di nuovo
i motorini truccati, le autoradio veloci
e il profumo dei tigli
mischiato ad un altro più strano
mi fa ricordare
che da bambino
sognavo di fare il benzinaio
Di colpo
oggi come allora la stessa
fatica a stare in casa
e annusando l’aria di nuovo
con la stessa smania di allora
con la stessa voglia di andare
scappare
dove non sono stato mai

... Primave-ee-ra, primave-ee-era
primave-ee-ra, primave-ee-era

E' primavera
e mi prende un bisogno di leggerezza
e di pesanti passioni e un sentimento
indefinibile al tramonto
dalla finestra guardo il mondo
e mi viene voglia di tuffarmi
lì dentro
... e mi viene voglia di non lasciarlo mai

E' primavera
e torna come allora una voce
che dice
"Lascia ad altri i progetti
troppo lunghi
arricchisci il tuo tempo e non cercare
più del pane quotidiano
lasciati andare alla vita
e non disperarti mai"

... Primave-ee-ra, primave-ee-era
primave-ee-era, primave-ee-ra


domenica 28 ottobre 2007

La musica fa...sognare, volare capire

Ed hai ragione te! quando dici che sono un bambino e che non sono "maturo"!?....ed hai vent'anni di meno!
Domenica Lunatica - Liberi Liberi - 1989 - Vasco Rossi

venerdì 26 ottobre 2007

Però.......Mi Piaci

Accoltando questa canzone, mi rendo conto che forse è un problema comune a tutti...gli uomini


Mi piaci
Alex Britti

Cosa vorresti per regalo
da trovare sotto il letto
un regalo eccezionale
o qualche frase che ho già detto
come quella volta in treno
che guardavi dal finestrino
t'ho vista e avvicinandomi
cominciai a fare il cretino.
Che ore sono, quanti anni hai,
davvero sei di Milano.
Ho una zia che vive a Brescia
certe volte il mondo è strano.
Cosa vorresti che dicessi
adesso che ci frequentiamo
t'accontenti di "ti voglio bene"
oppure vuoi proprio "ti amo".
T'ho comprato un cagnolino
che abbaiava raramente
ma da quando sta con te
si è già mangiato tanta gente.
Lo sapevo che eri strana però
non capivo quanto
e da quando stiamo insieme,
due, tre, quattro volte ho pianto.
Cosa vorresti ma mangiare
siamo andati al ristorante
sembra non ti piaccia niente
eppure di cose ne hanno tante
allora siamo andati al mare
così almeno ti rilassi
e invece è troppo caldo così anche lì mi stressi.
Andiamo via ti prego
andiamo a casa ti farò impazzire
ma poi sei troppo stanca
hai mal di testa e vai a dormire
Però mi piaci ... mi piaci ...
che ci posso fare ... mi piaci.
E siamo usciti con gli amici tuoi
almeno sei contenta
siamo andati in birreria
quattro chiacchiere e una pinta
a anche lì neanche a farlo apposta
hai avuto da ridire perché la musica era troppo alta,
hai chiamato il cameriere questo posto mi fa schifo
guarda un po' che serataccia
lui ovviamente si è incazzato
e ha dato a me un cazzotto in faccia.
Però mi piaci ... mi piaci ...
che ci posso fare ... mi piaci.
Mi hai convinto che tua madre
si sentiva troppo sola
viene a stare un po' da noi
che una settimana vola
e così son due anni che mi stressa ogni mattina
dice che lo fa per noi e alle 5 è già in cucina
che prepara non so cosa gli dirà quella sua testa.
Son due anni di tortura,
dice vado e invece resta.
Però mi piaci ... mi piaci ...
che ci posso fare ... mi piaci.
Cosa vuoi che dica c'ho creduto veramente
eri bella come il sole,
il resto non contava niente.
però adesso hai esagerato ci ho pensato di nascosto
anche il sole a volte brucia
e accanto a me non c'è più posto.
Ma perché quel giorno che t'ho vista
fui così cretino
se potessi tornare indietro
ti butterei dal finestrino ...
Però mi piaci ... mi piaci ...
che ci posso fare ... mi piaci

La vita al contrario

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione, e te la godi al meglio.
Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.
Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.
Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi 9 mesi te li passi fluttuando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza
che nessuno ti rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

sabato 20 ottobre 2007

Fegato, Fegato Spappolato

Restando sul filone di alcool e rock, un altro grande pezzo, questa volta del mitico Vasco

Comunque non è questo il modo
di fare, disse il commerciante all'uomo del pane
domani sarà festa in questo
stupido paese, non per noi
che stiamo a lavorare.
L'uomo del pane fece finta di niente,
se ne andò tranquillamente, 'ente, 'ente,
Aveva, tante, tante, tante cose da fare,
poi lui non ci poteva fare niente, niente
La primavera insiste la mattina
dalla mia cucina vedo il mondo tondo,
sempre diverso, sempre ogni mattina,
sin dal giorno prima,
dal giorno prima
con in bocca un gusto amaro che fa
schifo chissà cosa è stato, quello che ho bevuto,
m'alzo dal letto e penso al mio povero,
fegato, fegato spappolato,
fegato, fegato, spappolato
Dice mia madre devi andare dal dottore
a farti guardare, a farti visitare,
hai una faccia che fa schifo
guarda come sei ridotto,
mi sa tanto che finisci male.
La guardo negli occhi, con un sorriso strano,
eppure la vedo, forse ha ragione davvero

Ma fuori c'è la festa del paese
vado a fare un giro,
non l'ho neanche detto,
che già mia madre mi corre dietro con il vestito nuovo,
la fuga è veloce mi metto le scarpe che sono già in strada,
che bella giornata, non bado alla gente che guarda sconvolta,
ormai ci sono abituato, sono vaccinato,
sono controllato,
si pensa ormai addirittura in giro,
è chiaro che sono drogato.

La festa ha sempre il solito sapore,
il gusto di campane, non è neanche male,
c'è chi va a messa e c'è chi pensa di fumare
come aperitivo prima di mangiare.
Fini s'è alzato da poco, e non è ancora sveglio,
non è ancora sveglio, ed è talmente scazzato
che non riesce a parlare nemmeno.

La sera che arriva
non è mai diversa dalla sera prima
la gente che affoga nell'unica sala LA DISCOTECA
ci vuol qualcosa per tenersi a galla sopra questa merda
sopra questa merda
e non m'importa se domani
mi dovrò svegliare con quel gusto in bocca, gusto in bocca,
gusto in bocca,..........

Pensieri e parole

L'amicizia è il desiderio di dare più che di ricevere.


L'alchimista

Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose.

Quando tutti i giorni diventano uguali è perché non ci si accorge più delle cose belle che accadono nella vita ogni qualvolta il sole attraversa il cielo.

Io non vivo né nel mio passato, né nel mio futuro. Possiedo soltanto il presente, ed è il presente che mi interessa. Se riuscirai a mantenerti sempre nel presente, sarai un uomo felice. La vita sarà una festa, un grande banchetto, perché è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo.

Essere Pivierista

Di seguito vi riporto il secondo capitolo della filosofia del Piviere
Come il precedente questo articolo è tratto da:
http://www.velanet.it/users/ilpiviere/articoli/pivierista.html

E' certo che non occorre essere armatore di un Piviere per sentirsi "Pivierista", ma al contrario dell'abito che non fa il monaco, io penso che un Piviere (o barca equivalente) fa il Pivierista ! (Nessuno si senta offeso! )

In che consiste in definitiva questo beeing Pivierist ? Un P. è uno che ha delle caratteristiche distintive molto peculiari: provo a descriverle.

Prima di tutto un P. ama fondamentalmente il mare ed ama andare in barca a vela. E' una "tensione" che viene prima di ogni parola, discorso e "infrastruttura" che esiste intorno a questo mondo (il mondo della vela, ovviamente).

Un P. è fondamentalmente un tipo "franco", con un carattere temprato, forte, a cui piace l'umiltà e la dignità delle cose semplici e genuine.

È un tipo che sorride ai racconti un po' gonfiati di quei velisti che affollano i ristoranti dei circoli velici e che davanti ad un piatto di spaghetti alle cozze ti pontificano sulla loro cultura marinara.

Un P. è leggermente infastidito dalle persone troppo sicure di sé, da quelli che dicono di <>, che sembrano sempre sapere tutto di tutto!

Un P. sorride a tutto questo, ma è comunque in grado di apprezzare la parte migliore delle persone, anche se preferisce la semplicità di uno sguardo timido, del silenzio al posto delle parole, e vuole essere protagonista della propria vita piuttosto che stare al centro dell'attenzione.

Un P. "tende" al mare come l'ago della bussola tende al Nord magnetico. Il suo scopo è navigare (a vela ovviamente): e della vela ama quanto c'è di essenziale, di stupefacente, non gli piace concedersi al superfluo, non gli importano altre forme di gratificazione come il possesso (per esempio di una bella barca nuova che sia fonte di continua ostentazione ed ammirazione). Un P., forse, ha letto tutti i libri di Moittessier.

Un P. ritiene la sua barca decisamente bella, con quelle sue forme così caratteristiche!

…ove tutti fuggono io vado… è un po’ il suo motto.

Un P. ama la Povertà, anche se non è povero, anche se potrebbe concedersi al lusso. Ma è nelle cose semplici che trova quella gioia, quel piacere dal sapore antico, che la società moderna, veloce, consumistica, ha tolto.

Un P. , se è da solo, è un po' vagabondo. Anche se non ha mai girato il mondo come un vagabondo, anche se non vorrà né potrà probabilmente farlo, un P. ritiene che questo aspetto abbia un valore…

Se invece ha famiglia è un tipo un po' radicale. Vuole trasmettere ai suoi bambini i valori profondi ed essenziali della vita, il senso profondo del rispetto, della lealtà etc.. ed utilizza il mare come metafora della vita stessa.

Ed è un po' per questo che odia i gli yatch più blasonati, quelli che si comprano con decine o centinaia di milioni ! Che valori trasmetterebbe con essi ? Che metafora sarebbe ?… La metafora della società occidentalizzata, che se hai i soldi ti compri la macchina, se hai i soldi ti cambi il telefonino, se hai i soldi ti compri una barca da 100 milioni !!

Ma un P. pensa: …se hai i soldi ti compri lo stesso una barca ma non devi spendere decine o centinaia di milioni ! I soldi li metti da parte perché i soldi non si sprecano !

lunedì 15 ottobre 2007

Caffè con la panna

Da napoletano quale sono...come non dire che il caffè mi piace proprio tanto....a volte sembra una droga...soprattutto associato a una sigaretta....soprattutto in quelle giornata in cui sembra che non mi riesca a svegliare o a carburare...forse sarà anche una cosa mentale ma il caffè serve proprio..e mi tira proprio su.
Quale piace a me sicuramente l'Illy e il magnifico Passalacqua, anche se la mattina a casa bevo Lavazza crema e gusta (ogni momento è quello giusto) e il pomeriggio ci aggiungo un po di Bayles....ma quello che davvero è il plus ultra...è il caffè con la panne....quando la panna è di gran lunga superiore al caffè e quando magari è anche Spray Pan

mercoledì 10 ottobre 2007

La Filosofia Piviere

Quando ho acquistato Hydra, non sapevo tante cose sul Piviere, molte le ho scoperte stada facendo, e ho capito che forse non è stato un caso che io abbia scelto lei...anche percè non si puo dire che sia una barca nuova, veloce ,grande e bellissima....per la verità per me è molto grande e molto bella...ma come si dice l'amore è ceco.
Comunque...dopo un pò che avevo Hydra, o trovato un pò di materiale sul Piviere 6.10, in rete e ho deciso di postarlo qui, un pò per ricordo mio, un pò er farlo leggere ad altri. e un pò per paura che sparisca dalla rete.

buona lettura...e buon vento

Un modo di intendere l'andare per mare a vela

Per "Filosofia Piviere" intendo un modo di andare per mare a vela, forse un pò diverso dai più diffusi e conosciuti.

Apprezzo le barche a vela qualunque esse siano, dalle più piccole derive, alle più grandi e prestigiose barche cabinate. Tutte queste forme di andare a vela sono, seppur profondamente diverse tra loro, ugualmente gratificanti.

Le piccole derive permettono un contatto unico con mare e vento, immediato, simile in certi aspetti, ma profondamente diverso per altri, dalle sensazioni che si provano sui più grandi e blasonati yatch cabinati da crociera.

Le grandi barche cabinate hanno dalla loro un punto di forza: la possibilità di diventare una sicura "dimora" per lunghe navigazioni, permettendo di vivere il mare "in mare", al di là di qualsiasi possibilità offerta da una piccola deriva.

Ripeto, ognuno di questi modi di vivere la vela è affascinante in sé ed è gratificante.

Andare a vela ha qualcosa di magico che attiene all'essenza stessa del rapporto dell'uomo con la Natura. Fin dai tempi più remoti l'uomo ha colonizzato nuove terre solcando i grandi oceani e su imbarcazioni a vela più o meno piccole, che hanno rappresentato per secoli l'unica reale possibilità di allargamento dell'orizzonte conoscitivo, uno degli strumenti fondamentale dello sviluppo della nostra stessa civiltà, al pari del fuoco e della ruota.











E' forse anche per questo che rimaniamo incantati da un richiamo atavico, primordiale, nell'osservare un braciere sul quale scoppietta un fuoco, o, come spesso succede da bambini, ci fissiamo a guardare dal finestrino dell'automobile la ruota della macchina vicina che gira su stessa. Nello stesso modo ci sentiamo attratti dalle sensazioni profonde che proviamo ad ascoltare il rumore dell'acqua sullo scafo della barca che solca il mare spinta dalla forza naturale del vento.

Ma, tornando alle considerazioni iniziali, vorrei dire che c'è un via di mezzo tra la piccola deriva ed il grande cabinato, che rappresenta un ottimo compromesso tra questi estremi, e questo è il piccolo cabinato.

Il piccolo cabinato, da sei-sette metri, assume in sé alcuni pregi della deriva e dei cabinati di maggior dimensione.

E' economico, affidabile, semplice, immediato: è quello che chiamo "Filosofia Piviere", l'assoluta convinzione che andare a vela debba essere qualcosa di estremamente facile, sicuro, economico.

Tratto da: http://www.velanet.it/users/ilpiviere/articoli/filosofia.html

sabato 6 ottobre 2007

Transalcolico Negrita

Rock allo stato puro


Questa è per me che allungo anche il breezer



Io bevo per dimenticare
bevo per non stare male
bevo che cosi' mi drogo
bevo tutto quel che trovo
bevo che non mi fa niente
bevo come un deficente
bevo...cosa c'e' che non va?
bevo eppure sono qua

Io bevo che mi da la carica
bevo che la vita e' stupida
bevo solo per fare rabbia
a chi ha la testa nella sabbia
e credo che ognuno ha una misura
e non sara' mai una censura
in grado di poter stabilire
cosa e' bene e cosa e' male
bevo solo per pisciare!

TRANSALCOLICO viaggio cosmico
puoi cercarmi li quando sono cosi'

Io bevo anche se poi sto male
ma mi serve a far uscire fuori la mia parte animale
devo farla respirare
Bevo anche se non e' vero
qui lo dico e qui lo nego
solo per provocare
guarda che per giudicare
devi un po' saperci fare

TRANSALCOLICO viaggio cosmico
puoi cercarmi li quando sono cosi'

Io bevo per dimenticare
bevo per non stare male
bevo che cosi' mi va'
bevo tutta la citta'

Bevo per dimenticare
bevo per non stare male
bevo che cosi' mi va'
bevo da fare pieta'

Bevo per dimenticare
bevo per non stare male
bevo che cosi' mi va'
bevo tutta la citta'....

mercoledì 3 ottobre 2007

Vuelvo al sur

Un tango bellissimo, non so se più nelle parole che nella musica


VUELVO AL SUR
Letra de Fernando E. Solanas
Musica de Astor Piazzolla

En la pelicula es cantado por Roberto Goyeneche.

Vuelvo al Sur,
como se vuelve siempre al amor,
vuelvo a vos,
con mi deseo, con mi temor.

Llevo el Sur,
como un destino del corazón,
soy del Sur,
como los aires del bandoneón.



Sueño el Sur,
inmensa luna, cielo al reves,
busco el Sur,
el tiempo abierto, y su después.

Quiero al Sur,
su buena gente, su dignidad,
siento el Sur,
como tu cuerpo en la intimidad.

Te quiero Sur,
Sur, te quiero.

Vuelvo al Sur,
como se vuelve siempre al amor,
vuelvo a vos,
con mi deseo, con mi temor.

Quiero al Sur,
su buena gente, su dignidad,
siento el Sur,
como tu cuerpo en la intimidad.
Vuelvo al Sur,
llevo el Sur,
te quiero Sur,
te quiero Sur...




TRADUZIONE ITALIANA

torno al sud
come si torna sempre all'amore
torno da te
con il mio desiderio, con la mia paura

porto il sud
come un destino del cuore
sono del sud
come le arie del bandoneon

sogno il sud
luna immensa, cielo a rovescio
cerco il sud
il tempo aperto e il suo dopo

amo il sud
la sua gente buona, la sua dignità
sento il sud
come il tuo corpo nell'intimità


ti amo sud
sud ti amo

torno al sud
come si torna sempre all'amore
torno da te
con il mio desiderio, con la mia paura

amo il sud
la sua gente buona, la sua dignità
sento il sud
come il tuo corpo nell'intimità

torno al sud
porto il sud
ti amo sud
ti amo sud